onde

non esiste un porto sicuro per le tue vele. solo anfratti, di rocce taglienti. ma dai quali puoi scorgere il sole lambire, all’alba, la spuma bianca delle onde. le stesse onde che cullano il tuo scafo ferito. accarezzandolo, eccheccazzo.

fasi alterne

– ma tu mi hai amato?

– si, a fasi alterne, del resto, anche tu mi hai amato cosi.

– ma, perché dici così?

– perché l’amore è sempre incostante, a fasi alterne. altrimenti non è amore, è follia. certo che la follia è bella, dura poco. solo poi, forse, diventa amore, eccheccazzo

domani

quanto piccole sono queste mie miserie,

che in questi giorni mi fanno impazzire,

se paragonate alle molte tragedie.

nizza è morta.

oggi solo questo.

domani, forse.

lasciamo a domani le riflessioni sociologiche, eccheccazzo…

run

ho visto la gente correre, cercando riparo.
non c’è colore, anima o sesso.
solo la stessa, disperata, paura.
immagino l’odore, acre, del tritolo.
immagino il boato nelle orecchie, e il fischio persistente, dopo. e poi, prima che sia passato, ancora e ancora.
sento il crepitio arrabbiato delle armi automatiche.
e le grida di dolore, e il loro inesorabile affievolirsi.
è successo ovunque, e ovunque è come se fosse qui.
è successo ieri, e ieri ancora, è come se fosse adesso. e domani.
non posso che dire, tristemente, eccheccazzo…

christo

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finché cristallizzeremo il concetto di arte all’interno del “già codificato… omologato…” rinchiudendo le opere in un recinto di pregiudizi, faremo solo un torto all’intelligenza e alla magnifica creatività dall’uomo. così, se ci fermassimo alla passerella di christo intesa come sfoggio tecnologico, perderemmo il senso della scelta di smantellarla… con la miopia di chi non ne vede altro che l’utilità, o l’inutilità, perdendosi la poesia. allo stesso modo dello sciocco che, sentendo un interprete, non riesce a non criticare le differenze con l’originale… in questo modo perdendosi il piacere della preparazione, l’ansia e la soddisfazione dell’interprete applaudito. ma è il sottile lavoro del tarlo dell’invidia che pervade la mente e il corpo dei critici, che li anima… e che ne fa, in ogni caso, degli individui meno pericolosi degli altri… di quelli, cioè, che ciò che non capiscono, automaticamente, rifiutano e osteggiano. ecco. eccheccazzo!